27 marzo 1963, “Il Gattopardo” proiettato per la prima volta

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In occasione del sessantesimo anniversario della morte di Tomasi di Lampedusa, che ricorre quest’anno, ripercorreremo le date più importanti legate alla sua memoria e a quella del romanzo Il Gattopardo.

Proprio oggi, 54 anni fa, Il Gattopardo di Luchino Visconti veniva proiettato in anteprima al cinema Barberini di Roma.

Stasera, al cinema Barberini, gli interpreti principali del Gattopardo erano presenti alla cerimonia dell’assegnazione dei Nastri d’argento per il 1963 che ha preceduto la proiezione del film. Claudia Cardinale, seduta tra Visconti e Stoppa, indossava un abito di seta nera lungo, alcuni fiori le ornavano i capelli. Burt Lancaster non ha potuto intervenire perché ammalato. Ha mandato da Beverly Hills molti telegrammi di scusa al regista, al produttore, agli altri interpreti.

Alfredo Todisco, su La Stampa, fonte: ricercavisconti.wordpress.com

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Un nuovo saggio sulle opere di Tomasi di Lampedusa presentato a Palermo

copertina_orologio.pngNell’anno del sessantesimo anniversario della sua morte, sta per uscire un nuovo saggio sulle opere di Tomasi di Lampedusa, L’Opera-Orologio di Maria Antonietta Ferraloro, edito da Pacini. L’autrice prende le mosse da da una tesi di Tomasi: per capire un’opera letteraria si può smontare ogni sua parte  come si fa con un orologio e analizzarne il funzionamento.

Non è la prima volta che Maria Antonietta Ferraloro scrive sull’argomento, il suo Tomasi di Lampedusa e i luoghi del Gattopardo, finalista al premio Brancati, è stato definito da Gioacchino Lanza Tomasi «un saggio pieno di novità e dalla bibliografia importante»; in questo libro Ferraloro ha restituito alla geografia lampedusiana un luogo che per lungo tempo è stato sottovalutato, ma che è ha influito sulla stesura del Gattopardo: Ficarra.

L’Opera-Orologio si concentra invece sugli epistolari e sulle Lezioni di letteratura inglese e francese, indagando le segrete corrispondenze tra le Lezioni, gli epistolari e Il Gattopardo; nei primi mesi del 1955, infatti, aveva già cominciato a scriverlo e rileggeva i classici della letteratura francese e inglese, prendendo preziosi appunti per le sue Lezioni, che gli consentirono di compiere un’ampia riflessione sul romanzo.

Venerdì 10 febbraio alle ore 18:30, Maria Antonietta Ferraloro presenta L′Opera-Orologio alla libreria Modusvivendi in via Quintino Sella, 79 a Palermo. Con l′autrice dialogherà Beatrice Agnello.

Ficarra, luogo lampedusiano: la parola a Maria Antonietta Ferraloro

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Ficarra. Fonte: nebrodialbergodiffuso.it

Questo testo è stato pubblicato su Criticaletteraria.org, segue qui un adattamento pensato per il sito tomasidilampedusa.com.

Chiunque legga Il Gattopardo lo avverte: una delle cose più affascinanti è riuscire a vedere lo spazio del romanzo, quello dei palazzi nobiliari, della città di Palermo e di Donnafugata, che l’autore confessa essere un misto di luoghi che appartengono a Santa Margherita del Belice e a Palma di Montechiaro: non dunque alla cittadina siciliana con cui sceglie di dissimularli. E la curiosità dei luoghi del libro cresce ancora, nel lettore, quando scopre che sono gli stessi della vita dell’autore: leggendo attentamente i Ricordi d’infanzia ci si affaccia sugli ambienti del Gattopardo e li si vede con lo sguardo malinconico di Lampedusa, cui li avevano sottratti la guerra e alcune vicende familiari. A questi luoghi si aggiunge villa Piccolo a Capo d’Orlando, la residenza dei cugini di Lampedusa, alla quale l’autore è sempre stato legato in modo particolare. Sono questi i luoghi siciliani considerati lampedusiani da sempre, almeno fino al 2014, l’anno in cui è uscito Tomasi di Lampedusa e i luoghi del Gattopardo di Maria Antonietta Ferraloro, insegnante e saggista siciliana, che ha dato una svolta agli studi sul principe palermitano. Il saggio ricostruisce un periodo sino a ora quasi del tutto sconosciuto della biografia umana e letteraria di Tomasi. Inoltre, rilegge il romanzo secondo i dettami della geocritica, ossia l’analisi dello spazio nel testo letterario e svela anche un altro luogo lampedusiano: Ficarra, paese natale dell’autrice, che ispirò determinati passi del libro e personaggi come quello del personaggio-soldato, così centrale nell’architettura narrativa gattopardiana, o di don Ciccio Tumeo. Aggiornato metodologicamente e caratterizzato da un andamento spiccatamente narrativo, il testo di Ferraloro è stato accolto molto positivamente dai lettori e dalla critica. Gioacchino Lanza Tomasi, figlio adottivo di Lampedusa, lo ha definito “un saggio pieno di novità e dalla bibliografia importante”, specificando che “in Italia non c’è nulla di simile”. Continua a leggere “Ficarra, luogo lampedusiano: la parola a Maria Antonietta Ferraloro”

La fortuna di Tomasi di Lampedusa in Giappone

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Il romanzo di Tomasi di Lampedusa è stato tradotto in tutto il mondo, ma ancora in pochi conoscono i suoi racconti, persino in Italia. Eppure sono fatti della stessa trama del Gattopardo, la scrittura elegante di queste pagine non ha nulla da invidiare a quella del romanzo. I Ricordi d’infanzia possono facilmente trascinare in luoghi molto familiari per il lettore del Gattopardo, perché sono gli stessi che l’autore rievoca nell’opera che lo ha reso noto. E La sirena è un racconto perfetto, considerato tra i più belli del Novecento.

Grazie alla traduzione di Naomi Takeya i giapponesi, così sensibili alla bellezza, Continua a leggere “La fortuna di Tomasi di Lampedusa in Giappone”

Palazzo Lampedusa, Palermo

Palazzo Lampedusa com'è oggi.
Palazzo Lampedusa com’è oggi.

Accanto a una delle vie principali di Palermo si trova una piccola traversa, via Lampedusa; al numero 17 è nato Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Nel 1943, durante la Seconda guerra mondiale, venne distrutta dai bombardamenti e rimase in macerie fino a pochissimo tempo fa. David Gilmour, nel libro L’ultimo gattopardo racconta di aver visitato le macerie nel cuore della notte e di aver trovato libri e lettere appartenuti allo scrittore. La madre di Lampedusa era così legata a questo palazzo da aver scelto di abitarci anche dopo i bombardamenti, nelle sue stanze che erano rimaste miracolosamente in piedi e lì morì. Continua a leggere “Palazzo Lampedusa, Palermo”

Santa Margherita del Belice, Agrigento

Luogo carissimo a Tomasi era palazzo Filangieri di Cutò a Santa Margherita del Belice, un paese in provincia di Agrigento. Era la residenza estiva della famiglia Lampedusa, che ogni anno nella bella stagione affrontava un viaggio nell’entroterra siciliano per passare qualche mese in questo storico palazzo che si affaccia sulla piazza principale e che presta il dorso alla chiesa madre. Nel 1812, ben prima della nascita del principe, il palazzo ospitò la regina Maria Carolina e il principe Leopoldo di Borbone. Questa dimora è luogo di alcuni ricordi tra i più felici di Tomasi di Lampedusa, che vi trascorse molte estati della sua infanzia. L’autore si ispirò a questo palazzo per descrivere quello di Donnafugata nel romanzo Il gattopardo. La famiglia Salina affronta un lungo e poleveroso viaggio in carrozza per arrivare a Donnafugata, un paese che non fa riferimento al noto paese siciliano ma consiste dei suoi ricordi di Palma di Montechiaro e, appunto, del palazzo di Santa Margherita. I giardini con le siepi ben curate e la fontana a tema mitologico sono un chiaro riferimento a questa dimora. Continua a leggere “Santa Margherita del Belice, Agrigento”

Il Gattopardo

Genesi dell’opera e vicenda filologica

“…mi vidi presentare con un impenetrabile sorriso un quadernone già pieno ma senza titolo con la preghiera di leggere ad alta voce: era il primo capitolo del romanzo. […] Confesserò che io non riuscivo a reprimere qualche dubbio, tanto erano relativamente infrequenti cancellature, sbarre e sovrapposizioni di righe: se l’autore affermava il vero bisogna concluderne che il romanzo è uscito da un vero e proprio stato di grazia letterario”.

Francesco Orlando

europa-italia-lampedusa-e1370943296376 (1)Tomasi di Lampedusa spedì le poesie del cugino Lucio Piccolo a Eugenio Montale, certo del suo talento. Nel 1954 lo stesso Eugenio Montale presentò a San Pellegrino Terme gli scritti di Piccolo, a un convegno cui era presente anche Lampedusa; è proprio in seguito a questo incontro che comincia la propria attività di scrittore. Il gattopardo ebbe tre stesure:

– una stesura su quadernoni, in cui presero forma per la prima volta gli otto capitoli del romanzo, di cui il quinto e il sesto furono scritti per ultimi;

– una stesura dattiloscritta da Francesco Orlando sotto dettatura dell’autore, (e inviata poi alla Mondadori) che comprende solo i capitoli dal primo al quarto, il settimo e l’ottavo. Prima di morire, l’autore inviò il dattiloscritto al barone Enrico Merlo, insieme a una lettera in cui chiariva alcuni particolari dell’opera e certe sue volontà. Merlo restituì tutto a Gioacchino Lanza Tomasi dopo la morte del principe; Continua a leggere “Il Gattopardo”