27 marzo 1963, “Il Gattopardo” proiettato per la prima volta

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In occasione del sessantesimo anniversario della morte di Tomasi di Lampedusa, che ricorre quest’anno, ripercorreremo le date più importanti legate alla sua memoria e a quella del romanzo Il Gattopardo.

Proprio oggi, 54 anni fa, Il Gattopardo di Luchino Visconti veniva proiettato in anteprima al cinema Barberini di Roma.

Stasera, al cinema Barberini, gli interpreti principali del Gattopardo erano presenti alla cerimonia dell’assegnazione dei Nastri d’argento per il 1963 che ha preceduto la proiezione del film. Claudia Cardinale, seduta tra Visconti e Stoppa, indossava un abito di seta nera lungo, alcuni fiori le ornavano i capelli. Burt Lancaster non ha potuto intervenire perché ammalato. Ha mandato da Beverly Hills molti telegrammi di scusa al regista, al produttore, agli altri interpreti.

Alfredo Todisco, su La Stampa, fonte: ricercavisconti.wordpress.com

Appassionano ancora le curiosità e gli aneddoti legati al film, il fatto che Burt Lancaster non fu la prima scelta del regista, ma che interpretò in modo indimenticabile il ruolo di Fabrizio Salina; i racconti sui luoghi scelti per le riprese: villa Boscogrande a Palermo per le scene a palazzo Salina, Ciminna in cui, ricostruita una finta facciata, vennero girate le scene ambientate a Donnafugata, o ancora le indimenticabili scene del ballo che hanno immortalato palazzo Gangi a Palermo. Si ricorda ancora l’apporto fondamentale alla scenografia del figlio adottivo dell’autore del romanzo, Gioacchino Lanza Tomasi, che fece portare complementi d’arredo sul set e che si rivelò un ottimo consulente per il regista.

E le candele con cui fu illuminata la sala durante la scena del ballo, cambiate di continuo, per ore e ore di riprese estenuanti fino a tarda notte; i guanti bianchissimi delle comparse lavati più volte affinché fossero sempre impeccabili.

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L’ultima delle comparse del ballo è stata curata come una primadonna che dovesse spogliarsi in scena. Ogni singolo oggetto posato con altri cento in una vetrina o su un tavolo è stata causa di ricerche, prove, discussioni. Si è girato “dal vero” costruendo il vero.

Così Suso Cecchi d’Amico raccontò a Renzo Renzi, curatore della collana Dal soggetto al film, (Cappelli), la cura minuziosa riservata a ogni particolare delle scene.

Il Gattopardo affascina ancora oggi per la sua bellezza, per la resa perfetta del romanzo, per l’interpretazione degli attori e per la cura di ogni particolare, che tradisce in ogni sequenza quanto Visconti sentisse propria la storia raccontata da Tomasi diLampedusa.

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