Biografia

Beatrice Tasca, madre dell'autore
Beatrice Mastrogiovanni, madre dell’autore

Giuseppe Maria Fabrizio Salvatore Stefano Vittorio Tomasi nasce a Palermo il 23 dicembre 1896. Figlio di Giulio Maria Tomasi, duca di Palma, e di Beatrice Mastrogiovanni Tasca Filangeri di Cutò. Dopo aver conseguito la maturità classica, nel 1915 si iscrive alla facoltà di giurisprudenza dell’università di Roma, dove consegue un solo esame. Nello stesso anno viene chiamato alle armi; nel 1916 viene nominato caporale. L’anno successivo si trova a Torino per frequentare il corso per allievi ufficiali, quindi viene nominato aspirante sottotenente di complemento. Nel novembre del 1917 viene fatto prigioniero in Ungheria, occasione in cui stringe amicizia con Guido Lajolo e Bruno Revel. Nel 1918 riesce a fuggire per tornare a Palermo.

Nel 1920 lo zio Pietro Tomasi, marchese della Torretta, sposa Alice Barbi, vedova del barone baltico Boris Wolff Stomersee, da cui la Barbi aveva avuto due figlie: Alessandra e Olga. Tra il 1920 e il 1930 Tomasi di Lampedusa viaggia molto per l’Europa da solo o in compagnia della madre. Una testimonianza letteraria di questi suoi grand tour si trova nelle lettere giovanili ai cugini Piccolo, raccolte nel volume Viaggio in Europa, edito da Mondadori. Nel 1922 Pietro Tomasi della Torretta viene nominato ambasciatore d’Italia a Londra, ed è proprio in occasione di un loro incontro nella capitale britannica che il principe conosce Alessandra Wolff Stomersee, detta Licy.

Tra il 1926 e il 1927 vengono pubblicati alcuni suoi articoli sulla rivista Le Opere e i Giorni, intitolati: Paul Morand, W.B. Yeats e il risorgimento irlandeseUna storia della fama di Cesare.

15Gli anni 1930 e 1931 sono fitti dei suoi viaggi in Lettonia e delle visite a Palermo di Licy, in seguito alle quali si sposano a Riga nel 1932. Dopo aver vissuto insieme a palazzo Lampedusa per un po’ di tempo, nel 1933 Licy torna a Stomersee. Le sue visite a Palermo sono sempre brevi e Giuseppe la raggiunge spesso in Lettonia nella stagione estiva.

In seguito alla morte del padre Giulio Tomasi, nel 1934 Giuseppe eredita il titolo di principe di Lampedusa.

Nel 1936 Licy entra a far parte della Società Italiana di Psicoanalisi su proposta del suo fondatore, Edoardo Wein. Tre anni dopo Hitler invade la Polonia e ciò si ripercuote sulle vite dei due coniugi: Giuseppe viene richiamato alle armi  e Licy si trasferisce a Roma per un po’ di tempo, a causa del patto Ribbentrop-Molotov. Nel 1940 l’Italia entra in guerra, ma Giuseppe ottiene il congedo per la sua attività di capo presso un’azienda agricola.

Tra il 1941 e il ’43, durante i bombardamenti, palazzo Lampedusa a Palermo viene colpito più volte: in un primo momento viene danneggiato solo in parte, in seguito viene colpito direttamente e distrutto in molte parti. Per un breve periodo Giuseppe e la madre si trasferiscono a Capo d’Orlando a casa dei cugini Piccolo; in seguito il principe si stabilisce a Palermo con la moglie.

Nel 1944 Giuseppe diventa presidente regionale della Croce Rossa Italiana. Del 1945 è invece l’accordo tra gli eredi Lampedusa sull’eredità di Giulio Maria Tomasi e Maria Stella Guccia, cui il principe si ispira per i personaggi di don Fabrizio e della moglie Stella, principi di Salina nel romanzo Il Gattopardo; l’accordo prevede anche la cessione dell’appartamento di via Butera 42, in cui Giuseppe trascorre gli ultimi anni della sua vita, insieme a Licy. Nella prima vera del 1946 Beatrice, madre del principe, torna da Capo d’Orlando per stabilirsi nel semidistrutto palazzo Lampedusa, dove nuore il 17 ottobre.

Nel 1951 Giuseppe vende le rovine di Palazzo Lampedusa per acquistare due piani del palazzo di via Butera 28. È in questo periodo che frequenta gli amici del barone Pietro Emanuele Sgadari di Lo Monaco, i giovanissimi Francesco Agnello, Pietro Emanuele, Antonio Pasqualino, Francesco Orlando (al quale impartisce lezioni di lingua e letteratura inglese) e Gioacchino Lanza, cui si lega in modo particolare.

Gioacchino Lanza Tomasi, Lucio Piccolo e Tomasi di Lampedusa
Gioacchino Lanza Tomasi, Lucio Piccolo e Tomasi di Lampedusa

Nel 1954, certo del talento letterario del cugino, Giuseppe accompagna Lucio Piccolo agli Incontri di San Pellegrino Terme, dove incontra Montale, che riconosce anche lui quel talento; poco tempo dopo, spinto forse dall’esperienza di Lucio, inizia la stesura del Gattopardo, che Francesco Orlando batte a macchina a più riprese sotto dettatura del principe. Nel giugno del 1955, Giuseppe interrompe la stesura del romanzo per scrivere i Ricordi d’infanzia, rievocazione dei luoghi e dei ricordi del periodo più felice della sua vita. Quello stesso anno, il 4 settembre, visita un paese molto importante, per la storia della sua famiglia e per la stesura del romanzo: Palma di Montechiaro, col suo castello e il monastero delle benedettine gli ispirano alcuni capitoli del Gattopardo. Questa gita si svolge inoltre in compagnia di persone molto amate dal principe, ossia Francesco Agnello (la prima volta) e Licy, Gioacchino Lanza con la fidanzata Mirella Radice, la seconda volta in cui torna in quei luoghi originariamente fondati dai suoi antenati, nel Seicento.

Lucio Piccolo invia al conte Federici, funzionario della Mondadori, cinque parti del romanzo; subito dopo Francesco Orlando batte a macchina altre due parti ambientate in un’immaginaria Donnafugata, le quali vengono mandate a Federici da Lucio Piccolo, insieme con le altre. In questa stagione di grande ispirazione, Giuseppe scrive il racconto La gioia e la legge e, in seguito, La sirena. Nel dicembre del ’56, Mondadori rifiuta Il gattopardo. La gioia del principe si riversa nell’adozione di Gioacchino Lanza, che viene confermata proprio in quei giorni.

La prima ricopiatura manoscritta e integrale del romanzo risale al 1957, come pure il primo capitolo del romanzo I gattini ciechi, rimasto incompiuto. Fausto Flaccovio, libraio e editore, invia il manoscritto a Vittorini per i suoi “Gettoni”: Il Gattopardo viene restituito per il fatto che Vittorini non lo ritiene adatto alla sua collana. Nello stesso periodo un paziente di Licy si offre di inviarlo a Elena Croce, per intercessione della quale Il gattopardo arriva a Giorgio Bassani.

La prima edizione del Gattopardo
La prima edizione del Gattopardo

Nell’aprile del ’57 Lampedusa scopre di avere un carcinoma al polmone e scrive delle lettere alla moglie e al figlio adottivo con le sue ultime volontà. Invia al barone Enrico Merlo il suo manoscritto, con una lettera molto dettagliata, quindi parte per Roma. Entra in cura alla clinica Sanatrix e poi a Villa Angela; si trasferisce in seguito a casa della cognata Olga in via San Martino della battaglia, dove viene a sapere del rifiuto di Vittorini.

Il 23 luglio, convinto che il suo romanzo non verrà mai pubblicato, Giuseppe muore; i funerali vengono svolti a Roma nella basilica del Sacro Cuore di Gesù e la sepoltura avviene nel cimitero dei Cappuccini di Palermo, nella tomba di famiglia.

L’anno successivo Giorgio Bassani cura la pubblicazione del romanzo per Feltrinelli; nel 1959, il 7 luglio, Il Gattopardo vince il premio Strega.

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