Il Gattopardo

Genesi dell’opera e vicenda filologica

“…mi vidi presentare con un impenetrabile sorriso un quadernone già pieno ma senza titolo con la preghiera di leggere ad alta voce: era il primo capitolo del romanzo. […] Confesserò che io non riuscivo a reprimere qualche dubbio, tanto erano relativamente infrequenti cancellature, sbarre e sovrapposizioni di righe: se l’autore affermava il vero bisogna concluderne che il romanzo è uscito da un vero e proprio stato di grazia letterario”.

Francesco Orlando

europa-italia-lampedusa-e1370943296376 (1)Tomasi di Lampedusa spedì le poesie del cugino Lucio Piccolo a Eugenio Montale, certo del suo talento. Nel 1954 lo stesso Eugenio Montale presentò a San Pellegrino Terme gli scritti di Piccolo, a un convegno cui era presente anche Lampedusa; è proprio in seguito a questo incontro che comincia la propria attività di scrittore. Il gattopardo ebbe tre stesure:

– una stesura su quadernoni, in cui presero forma per la prima volta gli otto capitoli del romanzo, di cui il quinto e il sesto furono scritti per ultimi;

– una stesura dattiloscritta da Francesco Orlando sotto dettatura dell’autore, (e inviata poi alla Mondadori) che comprende solo i capitoli dal primo al quarto, il settimo e l’ottavo. Prima di morire, l’autore inviò il dattiloscritto al barone Enrico Merlo, insieme a una lettera in cui chiariva alcuni particolari dell’opera e certe sue volontà. Merlo restituì tutto a Gioacchino Lanza Tomasi dopo la morte del principe; Continua a leggere “Il Gattopardo”

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